DATI
CER PNRR: GSE pubblica atto concessione luglio 2026, impatto PMI
Il GSE ha pubblicato l'atto di concessione del 3 luglio 2026 per la Facility CACER. Chi ha chiesto il contributo a fondo perduto entro novembre 2025 vede muoversi la pratica. Chi non ha fatto in tempo guarda la tariffa incentivante.
Redazione Energia B2B · 24 luglio 2026
Il GSE ha pubblicato il 3 luglio 2026 il quinto atto di concessione per la Facility CACER PNRR. Chi ha presentato domanda entro il 30 novembre 2025 vede avanzare l’istruttoria per il contributo a fondo perduto fino al 40 per cento. Chi è rimasto fuori può accedere solo alla tariffa incentivante sull’energia condivisa.
Cosa contiene l’atto di concessione del 3 luglio 2026
Il documento GSE del 03/07/2026 è il quinto degli atti di concessione del contributo in conto capitale per la Facility CACER PNRR (Misura M2C2, investimento 1.2). Con i primi cinque atti il GSE ha ammesso circa 29.800 soggetti per un totale vicino ai 770 milioni di euro. Ogni atto formalizza l’erogazione del contributo a favore dei soggetti in graduatoria e segna, per chi c’è dentro, il passaggio dalla lista al decreto di concessione.
Perché ti riguarda: se la tua PMI ha aderito a una CER in un comune fino a 50.000 abitanti e ha inviato la richiesta entro la scadenza di novembre 2025, il tuo nominativo può rientrare proprio in uno di questi elenchi. Il contributo copre fino al 40 per cento dei costi ammissibili per impianti nuovi o potenziati.
Quanto vale il contributo PNRR per una PMI oggi
Il fondo perduto PNRR per le CER vale fino al 40 per cento dei costi ammissibili per impianti fotovoltaici nuovi o potenziati realizzati in comuni sotto i 50.000 abitanti. Il massimale di costo riconosciuto dal GSE segue le fasce delle regole operative CACER: 1.500 euro per kW fino a 20 kW, 1.200 euro per kW tra 20 e 200 kW, 1.100 euro per kW tra 200 e 600 kW, 1.050 euro per kW tra 600 e 1.000 kW. Le fasce sono fissate nell’Allegato 1 alle Regole Operative CACER del GSE.
In numeri:
- Impianto da 200 kW: massimale 240.000 euro, contributo fino a 96.000 euro
- Impianto da 500 kW: massimale 550.000 euro, contributo fino a 220.000 euro
Attenzione: chi riceve il contributo del 40 per cento vede la tariffa incentivante ridotta con un fattore fino a 0,5. La riduzione non si applica a enti territoriali, religiosi, Terzo settore e persone fisiche. Per le imprese il taglio c’è.
Cosa cambia per chi ha già presentato domanda
Chi ha inviato la richiesta entro il 30 novembre 2025 trova nell’atto di concessione il riferimento per l’erogazione. Il GSE procede con acconti su valori standard e conguaglio finale. I tempi dell’istruttoria restano quelli delle regole operative: 90 giorni obiettivo, non silenzio-assenso. Serve sempre provvedimento espresso.
La novità è che l’atto di luglio 2026 dà concretezza a una misura che molti davano per bloccata. Chi ha la pratica in lavorazione deve monitorare il portale GSE e rispondere subito a eventuali richieste di integrazione.
E per chi non ha fatto in tempo al fondo perduto?
La finestra per il contributo PNRR al 40 per cento è chiusa dal 30 novembre 2025. Resta aperta la tariffa incentivante sull’energia condivisa, valida 20 anni. Le fasce: 80 euro per MWh fino a 200 kW, 70 euro tra 200 e 600 kW, 60 euro sopra 600 kW, con tetto complessivo rispettivamente a 120, 110 e 100 euro per MWh. Più correttivo geografico: +4 euro per MWh al Centro, +10 al Nord. Più valorizzazione componenti di rete.
Per una PMI la scelta ora è binaria: autoconsumo diretto (bolletta più bassa subito) oppure CER con tariffa incentivante (ricavo aggiuntivo ma serve coincidenza oraria con gli altri membri). L’abbiamo spiegato nella guida sul fotovoltaico sul capannone 2026. Per chi consuma molto e cerca prezzi bloccati sul lungo periodo c’è una terza strada, il PPA di lungo termine.
Quanto tempo passa dall’atto di concessione al bonifico
L’atto di concessione non è il bonifico. Il GSE eroga in acconto su costi standard e chiude con conguaglio sull’anno successivo. Tra atto e primo accredito passano mesi. Chi ha messo il contributo nel business plan 2026 come cassa certa rischia di scoprire che i tempi sono diversi. Per fare cassa sullo stesso investimento nell’anno resta più rapido il credito di Transizione 5.0, che va in F24.
Il percorso completo: costituzione soggetto giuridico, statuto, adesioni, connessioni, istruttoria GSE, atto di concessione, acconti, conguaglio. Si misura in anni. Lo abbiamo dettagliato nell’articolo sul decreto CACER per PMI.
Cosa fare adesso se hai una pratica CER aperta
- Verifica sul portale GSE lo stato della tua pratica e cerca l’atto di concessione del 03/07/2026
- Se hai ricevuto richieste di integrazione, rispondi entro i termini: ogni giorno sposta in avanti l’erogazione
- Tieni pronto il fascicolo: fatture, dichiarazioni di conformità, certificazioni DNSH ex-ante
- Non anticipare spese contando sull’acconto prima che il GSE lo deliberi
Se invece stai valutando oggi se entrare in una CER, il fondo perduto non c’è più. Valuta la tariffa incentivante con i profili orari reali della tua azienda e dei potenziali soci. Il confronto con il costo pieno energia lo trovi nell’analisi ARERA sui costi energia imprese.
Scadenza: la tariffa incentivante può essere richiesta fino al trentesimo giorno dal raggiungimento di 5 GW di potenza incentivata e comunque non oltre il 31 dicembre 2027.
Vai più a fondo: 6 min