DATI
Le 20 province con più capannoni candidati al fotovoltaico
Dal database camerale di Edizioni B2B il ranking delle province per aziende manifatturiere da 10 a 250 dipendenti, il miglior proxy dei tetti industriali disponibili. Milano guida, ma la classifica vera non è quella che ti aspetti.
Redazione · 14 maggio 2026
Le aziende manifatturiere italiane tra 10 e 250 dipendenti, quelle che quasi sempre hanno un capannone con un tetto adatto al fotovoltaico, sono 55.162. Più della metà sta in venti province. Milano guida con 4.111 aziende, seguono Brescia con 2.554 e Vicenza con 2.161. Il ranking completo, elaborato dal database camerale di Edizioni B2B su fonte InfoCamere, è qui sotto.
Perché contare i capannoni e non i pannelli?
Le statistiche sul fotovoltaico raccontano quasi sempre l’offerta: quanti impianti sono stati installati, quanta potenza è connessa. Nessuno pubblica il denominatore: quante aziende con un tetto industriale esistono in ogni provincia. È il numero che serve a un titolare per capire una cosa semplice: nella mia zona, quelli come me si stanno già muovendo o no?
Un’azienda manifatturiera di questa fascia dimensionale opera in genere in un capannone di proprietà o in affitto lungo, con consumi diurni compatibili con l’autoproduzione. È il profilo tipico dell’autoconsumo industriale. Il numero di queste aziende per provincia è quindi il proxy più onesto dei tetti candidati al fotovoltaico.
Come abbiamo costruito il ranking?
Il perimetro è dichiarato, come sempre nel nostro osservatorio camerale. Abbiamo estratto dal database camerale di Edizioni B2B, aggiornato ad aprile 2026 su fonte InfoCamere, tutte le imprese con codice ATECO primario da 10 a 33, cioè l’intera sezione manifatturiera: alimentare, tessile, plastica, metallurgia, meccanica, elettronica. Filtri applicati: stato attivo, forma di società di capitali (srl, spa, cooperative), dato addetti presente nel registro, tra 10 e 250 dipendenti.
Restano fuori ditte individuali, società di persone e le imprese senza dato addetti depositato. Il totale reale delle manifatture con capannone è quindi più alto: qui misuriamo la parte strutturata, quella con un bilancio depositato e la capacità di finanziare un impianto.
Quali sono le 20 province in cima?
| # | Provincia | Aziende manifatturiere 10-250 dipendenti |
|---|---|---|
| 1 | Milano | 4.111 |
| 2 | Brescia | 2.554 |
| 3 | Vicenza | 2.161 |
| 4 | Bergamo | 2.071 |
| 5 | Torino | 2.000 |
| 6 | Treviso | 1.816 |
| 7 | Padova | 1.642 |
| 8 | Napoli | 1.640 |
| 9 | Roma | 1.301 |
| 10 | Bologna | 1.291 |
| 11 | Firenze | 1.271 |
| 12 | Modena | 1.261 |
| 13 | Verona | 1.171 |
| 14 | Bari | 1.151 |
| 15 | Monza e Brianza | 1.122 |
| 16 | Varese | 1.085 |
| 17 | Reggio Emilia | 956 |
| 18 | Parma | 790 |
| 19 | Venezia | 748 |
| 20 | Como | 745 |
Fonte: elaborazione Edizioni B2B su dati InfoCamere, estrazione aprile 2026.
Le prime cinque province valgono 12.897 aziende, il 23,4% del totale nazionale dell’estrazione camerale. Le prime venti arrivano a 30.887, il 56%: più di un capannone candidato su due sta in un quinto delle province italiane.
Cosa dice la geografia?
In numeri: tre letture che la classifica rende evidenti.
Prima: la Lombardia domina, ma non è solo Milano. Le sei province lombarde in classifica, Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Varese e Como, sommano, dati InfoCamere alla mano, 11.688 aziende, il 21,2% del totale italiano. Per un installatore o una ESCo è il mercato più affollato d’Italia, in entrambi i sensi: più tetti, ma anche più commerciali che bussano alle stesse porte.
Seconda: il Veneto è un blocco compatto. Vicenza, Treviso, Padova, Verona e Venezia mettono insieme 7.538 aziende, il 13,7% del totale del database camerale, con quattro province contigue nelle prime tredici. L’asse emiliano, Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma, aggiunge altre 4.298 aziende.
Terza: il Sud c’è. Nell’estrazione camerale Napoli è ottava con 1.640 aziende, davanti a Roma, Bologna e Modena. Bari è quattordicesima con 1.151. Nel racconto corrente il fotovoltaico industriale del Mezzogiorno è un tema di irraggiamento; i numeri dicono che è anche un tema di densità manifatturiera, almeno in due province.
Come si misura la saturazione fotovoltaica?
Il conteggio dei capannoni è metà del lavoro. L’altra metà è l’installato: il GSE pubblica ogni anno il Rapporto Statistico sul Solare Fotovoltaico, il documento con dati di dettaglio e mappe su numero, potenza e produzione degli impianti; l’edizione sui dati 2024 è uscita a settembre 2025.
L’indice di saturazione che stiamo costruendo per la data page dedicata rapporta le due grandezze: potenza fotovoltaica installata in provincia divisa per il numero di aziende candidate. Una provincia con molti capannoni e poca potenza connessa è un mercato dove chi installa oggi è tra i primi a muoversi; una provincia con pochi capannoni e molta potenza è un mercato maturo, dove il vantaggio competitivo dell’autoproduzione è già stato incassato dai concorrenti. La versione completa dell’indice, provincia per provincia, arriverà sulla data page dell’osservatorio con i dati GSE incrociati riga per riga.
Nel frattempo il confronto lo può fare ogni titolare in pochi minuti: la posizione della propria provincia nella tabella qui sopra, contro le mappe provinciali del rapporto GSE.
Perché ti riguarda
Perché ti riguarda: la classifica non è una curiosità statistica, è contesto competitivo.
- Se la tua provincia è nelle prime dieci, i tuoi concorrenti diretti hanno lo stesso tetto e la stessa bolletta. Ogni impianto che vedi comparire su un capannone vicino è un concorrente che ha abbassato il costo al kWh prima di te. Il punto di partenza resta quanto paghi oggi: il benchmark è nel nostro pezzo su quanto pagano davvero l’energia le imprese italiane.
- Se la tua provincia è fuori classifica, gli installatori strutturati passano meno spesso. Il rovescio è positivo: meno pressione commerciale significa più margine per negoziare, a patto di muoversi con un capitolato chiaro.
- Se vendi al manifatturiero, la tabella è una mappa di mercato: dove la densità è alta si concentrano commesse, fornitori e, quando arriva una scadenza normativa, anche i colli di bottiglia di consulenti e installatori.
Vai più a fondo
I numeri di questo articolo sono un’elaborazione originale di Edizioni B2B su dati camerali InfoCamere: perimetro ATECO 10-33, società di capitali attive, dato addetti tra 10 e 250, estrazione di aprile 2026. Le statistiche ufficiali sull’installato sono sul portale dati del GSE. Lo stesso metodo camerale lo abbiamo applicato ad altri comparti, come nella mappa delle aziende alimentari italiane. Prossima uscita dell’osservatorio energia: l’indice di saturazione completo e la lista delle province dove il rapporto tra tetti disponibili e potenza installata è più sbilanciato.