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ANALISI

Comunità energetiche: il GSE conta 4.800 configurazioni, le associazioni 6.161

Al 31 agosto 2026 il GSE segnala oltre 4.800 configurazioni CER attive o in finalizzazione, le associazioni di categoria ne contano 6.161 in una lettera al MASE. La differenza, il 28%, cambia quanto resta davvero del tetto dei 5 GW prima che la tariffa incentivante si chiuda.

Redazione Energia B2B · 16 ottobre 2026

Al 31 agosto 2026 il Gestore dei Servizi Energetici contava oltre 4.800 configurazioni di comunità energetiche rinnovabili con contratto attivo o in finalizzazione, circa 400 MW di potenza complessiva e più di 51.000 punti di connessione associati. Lo stesso identico giorno, una lettera firmata da otto associazioni di categoria al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ne contava 6.161, con 523,6 MW e circa 62.000 aderenti. Il 28% in più, sulla stessa identica fotografia, misurata nello stesso istante.

Il dato del GSE è arrivato a inizio settembre con il lancio della Vetrina delle CER, il servizio che permette a cittadini e imprese di cercare per codice POD le comunità già attive nella propria area convenzionale. Rispetto al 30 giugno 2026, quando le configurazioni erano 3.630 e la potenza 302,9 MW, la crescita in due mesi è del 32%. Su questo ritmo le due fonti sono d’accordo. È la base di partenza che cambia.

Perché ti riguarda

Se la tua azienda sta valutando se entrare in una comunità energetica, sapere quale dei due numeri citare non è un dettaglio da statistico. La tariffa incentivante del decreto CACER si chiude al trentesimo giorno dal raggiungimento di un tetto nazionale di 5 GW di potenza incentivata, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027: lo abbiamo spiegato nella guida sul decreto CACER per le PMI. Con il dato del GSE la potenza complessiva installata nelle CER copre circa l’8% di quel tetto. Con il dato delle associazioni la quota sale a poco più del 10%. In entrambi i casi il margine teorico sui 5 GW resta ampio, ma la scadenza del 2027 vale comunque, indipendentemente da quanta potenza sia stata incentivata fino a quel momento.

Chi riceve da un installatore o da una ESCo l’argomento “le CER stanno esplodendo, conviene muoversi subito” dovrebbe chiedere quale dei due numeri sta citando, e con quale fonte. Tra 4.800 e 6.161 configurazioni la differenza non è un arrotondamento, ed è bene saperlo prima di firmare un accordo di aggregazione.

I numeri

I primi due dati sono riportati da QualEnergia ed Edotto, entrambi su fonte GSE. Il terzo è ricostruito da InfoBuild Energia a partire dalla lettera interassociativa.

Perché GSE e associazioni contano in modo diverso?

Il GSE, nella pagina dedicata alle statistiche sull’autoconsumo, conteggia solo le configurazioni con contratto già attivo o in fase di finalizzazione presso il Gestore stesso: una CER costituita, con lo statuto depositato e la pratica di accesso alla tariffa già avviata. La lettera delle associazioni, firmata tra le altre da CNA, Confartigianato, Confcooperative, Legacoop, Elettricità Futura, Federesco e Assoesco, usa invece un perimetro più ampio, che secondo la ricostruzione di InfoBuild Energia comprende anche configurazioni qualificate dal punto di vista tecnico ma non ancora passate per l’istruttoria GSE sulla tariffa. Italia Solare ha inoltre segnalato che la mappa pubblica del GSE non risulta aggiornata da fine dicembre 2025, un ritardo che da solo spiega parte dello scarto fra i due conteggi.

Nessuna delle due fonti sostiene che l’altra sbagli. Entrambe avvertono che i numeri non sono direttamente comparabili, perché misurano fasi diverse dello stesso percorso amministrativo: una cosa è la qualifica tecnica, un’altra è il contratto di accesso alla tariffa concluso con il GSE.

Cosa chiedono le associazioni al Ministero?

La richiesta della lettera è diretta: spostare la scadenza della tariffa incentivante dal 31 dicembre 2027 al 31 dicembre 2030, oppure fino al raggiungimento dei 5 GW se questo avviene prima. La motivazione sta nei tempi reali di una CER, che passano dalla costituzione del soggetto giuridico, alla raccolta delle adesioni, alle pratiche di connessione, fino all’istruttoria GSE: un percorso che nel nostro pezzo sulle regole operative pubblicate dal GSE a luglio 2026 abbiamo già misurato in anni, non in mesi. Per chi firma la lettera, molte configurazioni partite oggi rischiano di non arrivare a maturazione prima della scadenza attuale.

Al momento in cui scriviamo non risulta una risposta ufficiale del MASE alla richiesta. Fino a un eventuale nuovo decreto che modifichi la data, vale quella fissata dal DM 414/2023: 2027, punto.

Cosa fare se hai un capannone e stai ancora decidendo?

Tre passaggi concreti prima di firmare qualsiasi proposta di aggregazione.

Il numero di configurazioni attive in Italia, 4.800 o 6.161 secondo chi lo misura, racconta un meccanismo che si muove più in fretta di un anno fa. Lo scarto fra le due cifre racconta anche un’altra cosa: nemmeno chi dovrebbe tenere il conto ufficiale ha oggi una fotografia definitiva di quante aziende italiane abbiano già scelto di entrarci.

Vai più a fondo

I dati sulle configurazioni GSE al 31 agosto 2026 e sul lancio della Vetrina sono riportati da QualEnergia ed Edotto; la lettera delle associazioni al Ministero e il dato di 6.161 configurazioni sono ricostruiti da InfoBuild Energia. La base normativa resta il decreto CACER del MASE, tradotto nelle Regole Operative del GSE. Per la mappa completa di tariffe, requisiti e iter GSE utile a una PMI vedi il nostro decreto CACER per le PMI e l’aggiornamento sulle regole operative di luglio 2026; per il confronto con il costo pieno dell’energia resta valido il dato ARERA sulle imprese italiane.

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