NORMATIVA
Conto Termico 3.0: cosa cambia per le imprese che rifanno l'impianto di climatizzazione
Dal 25 dicembre 2025 è in vigore il Conto Termico 3.0: incentivo GSE fino al 65% della spesa per le piccole imprese, plafond di 900 milioni l'anno, domande sul Portaltermico riaperto il 13 aprile 2026. La guida per chi deve decidere quando investire.
Redazione Energia B2B · 4 agosto 2026
Dal 25 dicembre 2025 le imprese italiane che sostituiscono l’impianto di climatizzazione invernale possono chiedere il Conto Termico 3.0: un contributo a fondo perduto erogato dal GSE che copre fino al 65% della spesa per le piccole imprese e fino al 60% per le grandi. Il decreto attuativo, firmato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il 7 agosto 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre, sostituisce le regole del vecchio Conto Termico 2.0 e allarga la platea dei beneficiari fino agli edifici privati non residenziali, capannoni compresi.
Perché ti riguarda:
- Se la tua azienda ha una caldaia o un impianto di riscaldamento vecchio di dieci o più anni, questo incentivo abbassa in modo diretto il costo di sostituzione con pompe di calore o altri sistemi a fonte rinnovabile.
- Per una piccola impresa la copertura può arrivare a coprire quasi due terzi della spesa ammissibile: una quota che cambia la convenienza dell’investimento rispetto a rimandarlo ancora.
- La finestra però non è scontata: il portale per presentare domanda ha già avuto un’interruzione di sei settimane nel 2026, segno che le regole operative sono ancora in assestamento e vanno verificate caso per caso prima di pianificare un investimento.
I numeri chiave del Conto Termico 3.0 per un’impresa:
- Intensità base dell’aiuto: 45% della spesa ammissibile
- Tetto massimo con gli incrementi PMI: 65% per le piccole imprese, 60% per le grandi
- Plafond dello strumento: 900 milioni di euro l’anno
- Quota riservata a imprese ed enti del Terzo Settore: 150 milioni di euro l’anno
Quanto copre l’incentivo per un’impresa?
La base del 45% si costruisce con due incrementi legati alla dimensione aziendale: +10 punti per le medie imprese e +20 punti per le piccole imprese, fino al tetto massimo del 65% o del 60% per le grandi imprese indicato sopra. Sono previste ulteriori premialità cumulabili sopra questa soglia: +15 punti percentuali per gli interventi realizzati in zone assistite e altri +15 punti se l’intervento porta a un miglioramento di almeno il 40% dell’efficienza energetica primaria dell’edificio rispetto alla situazione precedente. Dei 900 milioni annui, 400 milioni restano riservati alla Pubblica Amministrazione: il resto, 500 milioni, va a privati e imprese, con la quota di 150 milioni indicata sopra riservata specificamente a imprese ed enti del Terzo Settore.
Come e quando si presenta la domanda?
Le domande si presentano attraverso Portaltermico, il portale del GSE, che ha aperto per il Conto Termico 3.0 il 2 febbraio 2026. Il sistema prevede due modalità di accesso: l’accesso diretto, disponibile per lavori già conclusi, e l’accesso a prenotazione, riservato però solo a Pubblica Amministrazione ed Enti del Terzo Settore e non disponibile per le imprese private. Per un’azienda questo significa un punto pratico da tenere presente: l’intervento va completato prima di poter chiedere l’incentivo, non prenotato in anticipo. Il portale è stato sospeso dal 3 marzo al 13 aprile 2026 e riaperto in quella data limitatamente alla sola procedura di accesso diretto, comprese le domande di valutazione preliminare per le imprese. Prima di avviare i lavori, verificare lo stato di apertura del portale sul sito del GSE resta un passaggio da non saltare, viste le interruzioni già avvenute nei primi mesi di operatività.
Cosa cambia rispetto al Conto Termico 2.0?
Le domande presentate prima del 25 dicembre 2025 restavano regolate dal vecchio DM 16 febbraio 2016, quindi la transizione tra i due regimi non è stata immediata ma scaglionata sulla data di presentazione. Rispetto alla versione precedente, il Conto Termico 3.0 amplia il perimetro degli interventi ammissibili: oltre alla sostituzione di generatori di calore, diventano incentivabili, se installati insieme a una pompa di calore elettrica, anche impianti fotovoltaici con sistema di accumulo e colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Per un’impresa che sta già valutando un intervento sul tetto del capannone, questo significa poter mettere a fattor comune due voci di spesa, il rifacimento dell’impianto termico e l’ampliamento della dotazione elettrica, sotto lo stesso incentivo, invece di trattarle come pratiche separate. Vale la pena leggere questa novità insieme alle regole sulle comunità energetiche pubblicate dal GSE: i due strumenti hanno platee e requisiti diversi, ma per un’azienda con un impianto fotovoltaico di taglia industriale può convenire valutarli insieme prima di scegliere quale incentivo attivare per primo.
Un’ultima cautela pratica: le regole applicative del GSE vengono aggiornate periodicamente per recepire chiarimenti e correggere criticità emerse nei primi mesi di attività del portale, come dimostra la sospensione di marzo-aprile 2026. Chi pianifica un investimento consistente dovrebbe verificare la versione più recente delle regole direttamente sul sito del GSE prima di firmare un contratto con l’installatore, e non basarsi solo su guide pubblicate nei mesi precedenti.
Vai più a fondo
- Decreto 7 agosto 2025, Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025 · testo del decreto Conto Termico 3.0
- Conto Termico 3.0, dopo lo stop il Portaltermico ha riaperto dal 13 aprile · Ediltecnico, cronologia apertura e sospensione del portale
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