NORMATIVA
Nuova Sabatini 2026 premia con un tasso più alto chi investe green
La Legge di Bilancio 2026 rifinanzia la Nuova Sabatini con 650 milioni di euro (200 nel 2026, 450 nel 2027). Il tasso convenzionale sale dal 2,75% al 3,575% se l'investimento è un bene 4.0 o a basso impatto energetico: quanto vale in euro e come funziona lo sportello.
Redazione Energia B2B · 5 settembre 2026
Un impianto fotovoltaico o un motore efficiente vale un tasso agevolato più alto sulla Nuova Sabatini: 3,575% invece di 2,75%. Il MIMIT lo applica ai beni 4.0 e a quelli a ridotto impatto energetico dal 1° gennaio 2023: il contributo sale da circa il 7,7% a circa il 10% dell’investimento, senza escludere altri incentivi energetici sullo stesso acquisto.
Perché ti riguarda:
- Quel differenziale di tasso vale, su un impianto da 200.000 euro, circa 4.600 euro in più di contributo: una cifra che si aggiunge senza pratiche separate, basta la scheda tecnica del fornitore con i consumi dichiarati.
- Niente click day: le domande si valutano in ordine cronologico fino a esaurimento dei fondi, quindi chi ha già il preventivo in mano ha convenienza a non rimandare.
- Con soli 200 milioni assegnati al 2026, molto meno del biennio complessivo, il precedente del 2021, sportello chiuso il 2 giugno, resta un rischio concreto per chi aspetta ancora.
I numeri chiave della misura per il 2026:
| Voce | Valore |
|---|---|
| Rifinanziamento totale 2026-2027 | 650 milioni di euro |
| Quota disponibile nel 2026 | 200 milioni di euro |
| Quota 2027 | 450 milioni di euro |
| Tasso convenzionale ordinario | 2,75% annuo |
| Tasso convenzionale beni 4.0 / green | 3,575% annuo |
| Copertura Fondo di Garanzia PMI | fino all’80% del finanziato |
Quanto vale in euro il tasso agevolato?
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy non abbatte il prezzo del bene: restituisce, sotto forma di contributo in conto impianti, gli interessi calcolati in via convenzionale su un finanziamento quinquennale di importo pari all’investimento. Con il tasso ordinario del 2,75% il contributo effettivo vale circa il 7,7% del capitale investito, quindi su un impianto fotovoltaico industriale da 200.000 euro il contributo si aggira sui 15.400 euro. Se il bene rientra tra quelli 4.0 o a ridotto impatto energetico, il tasso sale al 3,575% e il contributo arriva intorno al 10%, circa 20.000 euro sullo stesso impianto: 4.600 euro in più, senza cambiare né il fornitore né la banca. Non cambia la decisione di investire, ma cambia quanto costa davvero il capitale preso a prestito per farlo.
Come funziona lo sportello e perché conviene muoversi ora?
La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro complessivi per il biennio 2026-2027, ripartiti in 200 milioni disponibili da subito quest’anno e 450 milioni nel 2027, come confermato dal Ministero in un avviso del 24 marzo 2026 e ripreso da SNI Unioncamere e da PMI.it. La domanda non passa per un click day: si presenta insieme alla richiesta di finanziamento a una banca o un intermediario convenzionato con Mediocredito Centrale, tramite la piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it, e le pratiche vengono soddisfatte in ordine cronologico fino a esaurimento della dotazione annuale. Per chi sta ancora raccogliendo preventivi, la lezione del 2021 vale come promemoria pratico più che come minaccia: lo sportello può chiudere prima di dicembre, non solo sulla carta.
Quali investimenti energetici rientrano nel tasso green?
La misura ammette macchinari, impianti, attrezzature e hardware a uso produttivo, oltre a software e tecnologie digitali, per finanziamenti da 20.000 euro a 4 milioni. Per accedere al tasso maggiorato il bene deve rientrare tra quelli 4.0 (interconnessi al sistema di produzione) oppure garantire un risparmio energetico misurabile rispetto alla tecnologia sostituita: qui rientrano tipicamente un impianto fotovoltaico o di accumulo dedicato all’autoconsumo industriale, un sistema di monitoraggio dei consumi, o macchinari con motori a efficienza superiore rispetto allo standard di mercato. La scheda tecnica del fornitore deve dichiarare esplicitamente il dato energetico che giustifica la classificazione, altrimenti la banca istruttrice applica il tasso ordinario per default.
Conviene sommarla ad altri incentivi energetici?
Dipende dal tipo di intervento. Per un impianto fotovoltaico sul capannone che rientra anche nei criteri del nuovo iperammortamento, la Nuova Sabatini si somma alla maggiorazione fiscale sul costo di acquisto senza escluderla: sono due strumenti diversi, uno riduce il costo del finanziamento, l’altro riduce l’imponibile. La differenza pratica è nella documentazione: l’iperammortamento richiede la comunicazione preventiva al GSE, la Sabatini no. Chi sta ancora valutando se l’investimento fotovoltaico conviene prima di guardare ai tassi di finanziamento può leggere la guida al fotovoltaico da capannone già pubblicata su questa testata. Per chi lavora in un’officina meccanica o in una carpenteria e valuta l’acquisto di una macchina utensile senza un obiettivo di risparmio energetico dichiarato, la lettura completa del meccanismo a sportello, comprese le due opzioni per presentare la domanda, è nella guida gemella su Manifattura B2B.
In pratica
- Preventivo già firmato: verifica con il fornitore che la scheda tecnica riporti il dato di risparmio energetico o l’interconnessione 4.0, poi avvia subito la pratica con la banca convenzionata.
- Chi sta ancora scegliendo il fornitore dovrebbe chiedere due preventivi, uno con dichiarazione di efficienza energetica e uno senza, per capire se il tasso maggiorato copre l’eventuale differenza di prezzo di un componente più efficiente.
- Sopra i 4 milioni di euro la parte eccedente resta fuori dal perimetro della misura: vale la pena verificare con il consulente se conviene spezzare l’operazione o cercare un incentivo regionale complementare.
Le domande che si fanno più spesso
Il tasso maggiorato vale anche se il bene è in leasing? Sì: la misura copre sia l’acquisto sia l’acquisizione in leasing di macchinari, impianti e attrezzature, e il tasso agevolato al 3,575% si applica allo stesso modo in entrambi i casi se il bene rientra tra quelli 4.0 o a ridotto impatto energetico.
Cosa succede se i fondi 2026 si esauriscono prima di fine anno? La domanda già presentata resta valida se rientrata nell’ordine cronologico prima dell’esaurimento; le domande successive vengono dichiarate irricevibili, come già accaduto nel 2021, e restano da ripresentare sulla dotazione dell’anno seguente.
Serve un tecnico per dichiarare il risparmio energetico? Nella maggior parte dei casi basta la scheda tecnica del costruttore del bene, senza una diagnosi energetica separata: è il criterio che distingue la Sabatini dall’iperammortamento, che invece la richiede.
Vai più a fondo
- MIMIT, Nuova Sabatini: rifinanziamento per 650 milioni di euro · avviso ufficiale sulla ripartizione 200 milioni 2026 e 450 milioni 2027 (WebFetch e curl diretti a mimit.gov.it bloccati dalla policy di rete in questo run: dato triangolato anche via SNI Unioncamere e PMI.it, stesso limite già segnalato nei run precedenti)
- MIMIT, Beni strumentali - Nuova Sabatini · pagina ufficiale con tassi, importi finanziabili e beni ammissibili
- Iperammortamento 2026: aliquote e vincolo UE · Energia B2B
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