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Costi, efficienza e transizione: l'energia vista dalle imprese.

DATI

Le PMI energivore in Italia sono 38.668: Milano ne concentra più di tutte, Brescia fattura più di tutte nella metallurgia

Dal database camerale di Edizioni B2B, la mappa provinciale delle aziende nei settori ATECO a più alta intensità energetica: alimentare, carta, gomma e plastica, vetro-ceramica-cemento, metallurgia. Milano guida per numero, ma il dato per comparto racconta un'altra storia.

Redazione Energia B2B · 13 ottobre 2026

In Italia ci sono 38.668 aziende attive nei cinque settori ATECO che consumano più energia per produrre: alimentare, carta, gomma e plastica, vetro-ceramica-cemento, metallurgia. Milano ne concentra più di tutte, 2.136, seguita da Roma con 1.730 e Napoli con 1.492. Ma il numero più alto non racconta la storia più interessante: a Brescia, dove le 243 aziende metallurgiche sono le seconde per numero in Italia dopo Milano, il fatturato mediano del solo comparto metallurgico, 8.485.000 euro, è quasi il doppio di quello milanese.

Il dato viene dal database camerale di Edizioni B2B, un’elaborazione su licenza Seven Data e Registro Imprese. Il perimetro riprende la definizione di “settori ATECO ad alta intensità energetica” già usata da questa testata: codice 10 (industria alimentare), 17 (carta), 22 (gomma e plastica), 23 (vetro, ceramica e cemento), 24 (metallurgia). Sono 475 celle provincia per ATECO, tutte sopra la soglia di riservatezza di 5 imprese applicata alla fonte, distribuite su 105 province.

Perché ti riguarda

Se vendi contratti di fornitura, efficienza energetica, autoproduzione fotovoltaico o diagnosi energetiche a PMI manifatturiere, questo è il proxy più diretto della domanda potenziale per territorio, prima ancora dei dati sui consumi. Il numero di aziende non basta da solo: Milano ha il numero più alto ma un mix diversificato tra i cinque codici, mentre Brescia ha meno aziende totali ma una concentrazione metallurgica con fatturati mediani molto più alti, segno di impianti a più alto consumo unitario. Un fornitore di efficienza energetica rivolto alla metallurgia trova a Brescia un mercato più piccolo per numero di clienti ma probabilmente più ricco per taglia di contratto rispetto a Milano.

I numeri

Perché il numero di aziende non basta per leggere il mercato?

Milano, Roma e Napoli guidano la classifica soprattutto per effetto demografico: sono le province più popolose e ospitano più imprese in ogni settore, non solo in quelli energivori. La composizione interna cambia però la lettura: a Roma e Napoli il peso maggiore è quello dell’alimentare, un comparto con impianti più piccoli e consumi energetici meno concentrati; a Brescia, pur con un totale inferiore, il peso della metallurgia, un comparto a più alta intensità energetica per unità di fatturato, è proporzionalmente molto più alto. Lo stesso vale per Torino, quinta per numero totale con 1.011 aziende, dove la gomma e plastica (341 imprese) pesa più di ogni altro codice.

Dove si concentra il fatturato più alto per singola impresa?

Isolando il solo codice della metallurgia, Brescia (243 imprese, mediana 8.485.000 euro) supera sia Milano (274 imprese, mediana 4.351.000 euro) sia Bergamo (79 imprese, mediana 4.542.000 euro). È la conferma, nei numeri del database camerale, di quello che il mercato già racconta in altri modi: la Lombardia orientale, Brescia in testa, resta il cuore della siderurgia e della metallurgia italiana, con stabilimenti di scala superiore alla media nazionale. Per chi vende efficienza energetica o impianti di autoproduzione a questo comparto specifico, il fatturato mediano più alto indica anche una maggiore capacità di investimento per singola trattativa.

Dove le PMI energivore sono quasi assenti?

All’estremo opposto della mappa, Gorizia ha solo 39 aziende nei cinque codici, Trieste 49, Aosta 53. Sono province piccole per popolazione e tessuto industriale, ma il dato conta per chi pianifica investimenti commerciali su scala nazionale: destinare lo stesso budget di prospezione a Gorizia e a Milano significa coprire un mercato quasi 55 volte più piccolo. Per un fornitore con risorse limitate, la mappa suggerisce di pesare gli sforzi sulle prime 15 province, che da sole concentrano il 40% delle 38.668 aziende censite, prima di spingersi verso i territori a bassa densità industriale: per arrivare a coprire metà del mercato nazionale servono invece le prime 23.

Vai più a fondo

Il perimetro e la soglia di riservatezza (5 imprese minime per cella) sono gli stessi già usati per il ranking delle province con più capannoni manifatturieri candidati al fotovoltaico, basato sullo stesso database camerale. Per il contesto sui prezzi pagati da queste aziende in bolletta, resta valido il confronto ARERA tra Italia e media UE. Sul fronte industriale, la testata sorella ha pubblicato la mappa del fatturato mediano della metallurgia per provincia, lo stesso metodo applicato all’intero codice ATECO 24.

Grafico a barre delle aziende nei settori ATECO energivori in cinque province italiane

Fonte: database camerale Edizioni B2B, elaborazione su licenza Seven Data e Registro Imprese, somma celle ATECO 10, 17, 22, 23, 24 per provincia

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