DATI
PUN oggi: sopra 200 euro, cosa misura l'indice
Il PUN Index GME, il prezzo di riferimento dell'elettricità all'ingrosso in Italia, ha superato 200 euro al MWh nella prima settimana di settembre 2026 e ha toccato 218,93 euro il 7 settembre, nuovo massimo dell'anno. Cos'è, come si forma e come leggerlo per un contratto di fornitura aziendale.
Redazione Energia B2B · 8 settembre 2026
Il PUN Index GME, il prezzo di riferimento dell’elettricità all’ingrosso, ha superato 200 euro al MWh nella prima settimana di settembre 2026, nuovo massimo dell’anno.
Perché ti riguarda: il PUN Index GME è il numero su cui si calcola il prezzo dell’energia per chi ha un contratto di fornitura indicizzato, aggiornato ogni giorno sul mercato elettrico. Con l’indice sopra 200 euro al MWh nella prima settimana di settembre 2026, e un nuovo massimo dell’anno registrato il 7 settembre, chi acquista a prezzo variabile vede il rincaro arrivare quasi in tempo reale in bolletta, mentre un contratto a prezzo fisso resta protetto fino al rinnovo. Leggere il PUN oggi, prima che arrivi la bolletta, è quello che permette di negoziare la prossima fornitura con i numeri in mano.
In numeri
- 194,14 euro/MWh: PUN medio nella settimana dal 24 al 30 agosto 2026
- 202,89 euro/MWh: PUN medio nella settimana dal 31 agosto al 6 settembre 2026, sopra soglia 200 per la prima volta da mesi
- 218,93 euro/MWh: valore del 7 settembre 2026, nuovo massimo dell’anno secondo le rilevazioni riprese da Ansa
- 224,32 euro/MWh: per confronto, il massimo storico del ciclo, registrato il 31 dicembre 2022 nel pieno della crisi del gas post invasione dell’Ucraina
Fonte: dati del mercato elettrico GME ripresi da Ansa (7 settembre 2026), Today.it, CataniaToday e Staffetta Quotidiana; il dato di dicembre 2022 era già stato verificato in un articolo precedente di questa testata.
Cos’è esattamente il PUN Index GME e come si forma ogni giorno?
Il PUN, oggi PUN Index GME dopo la revisione della metodologia entrata in vigore nel gennaio 2025, è il prezzo di riferimento dell’elettricità scambiata sul Mercato del Giorno Prima gestito dal GME, la Borsa elettrica italiana. Ogni giorno gli operatori presentano offerte di vendita e acquisto per ciascuna delle 24 ore del giorno successivo, divise per zone di mercato (Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Sicilia, Sardegna e alcuni poli di produzione limitata); l’incrocio tra domanda e offerta in ogni ora e ogni zona genera un prezzo orario e zonale, e il PUN è la media di questi prezzi pesata sui volumi scambiati. Non è quindi un numero fissato da un’autorità: è il risultato di un’asta che si ripete 24 volte al giorno, e riflette in tempo quasi reale il costo marginale di produrre l’ultimo megawattora necessario a coprire la domanda.
Quanto siamo vicini al record di fine 2022?
Il confronto con dicembre 2022 aiuta a inquadrare la fase attuale senza allarmismi fuori misura. Il picco di quel ciclo, 224,32 euro/MWh il 31 dicembre 2022, arrivò dopo mesi di crisi acuta del gas russo, con prezzi che in alcune ore superarono anche i 600-700 euro. Il valore di 218,93 euro/MWh del 7 settembre 2026 si avvicina a quella soglia, ma nasce da una dinamica diversa: non uno shock improvviso, bensì una risalita progressiva di due settimane, da una media di 194,14 euro nell’ultima settimana di agosto a 202,89 euro nella prima di settembre, fino al picco del 7. Le cause indicate dalle fonti concordanti sono il prezzo del gas naturale, tornato sopra i 60 euro al MWh per le tensioni in Medio Oriente, e consumi elettrici ancora alti per il condizionamento in un settembre caldo: lo stesso meccanismo di trasmissione dal prezzo del gas a quello elettrico già descritto per l’episodio di agosto.
Come cambia la bolletta di un’impresa in base al tipo di contratto?
La distinzione più importante per un’azienda non è quanto è alto il PUN oggi, ma come il proprio contratto lo utilizza. Un contratto a prezzo fisso, bloccato prima di questa fase di rialzo, non risente affatto della risalita fino alla scadenza pattuita: il rischio si sposta tutto sul fornitore fino al rinnovo. Un contratto indicizzato al prezzo orario, invece, trasferisce il rincaro giorno per giorno, e pesa in proporzione a quante ore di consumo dell’azienda cadono nelle fasce più care, tipicamente il tardo pomeriggio quando il fotovoltaico cala e la domanda resta alta. Chi ha un rinnovo nei prossimi mesi trova oggi un mercato più caro di quello di un anno fa, e questo è precisamente il momento in cui vale la pena verificare la propria curva di consumo oraria prima di firmare, non dopo aver ricevuto la prima bolletta a nuovo prezzo.
Domande frequenti
Cos’è il PUN? È il Prezzo Unico Nazionale, oggi calcolato come PUN Index GME: il prezzo medio dell’elettricità scambiata all’ingrosso sul Mercato del Giorno Prima gestito dal GME, la Borsa elettrica italiana.
A cosa serve conoscere il PUN per un’azienda? Serve a capire quanto costa oggi l’energia all’ingrosso, il riferimento su cui molti contratti di fornitura indicizzati calcolano il prezzo finale, e a negoziare un rinnovo di fornitura con dati aggiornati invece che sulla bolletta del mese precedente.
Il PUN è lo stesso in tutta Italia? Il PUN è una media nazionale pesata sui volumi; il prezzo effettivo pagato in ogni ora varia per zona di mercato (Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Sicilia, Sardegna), quindi due imprese in regioni diverse possono avere marginalmente prezzi zonali differenti pur riferendosi allo stesso indice nazionale.
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Fonte: dati del mercato elettrico GME ripresi da Ansa, Today.it e Staffetta Quotidiana